Ippolito
Part of the Le tragedie di Euripide series
Figlio di Teseo e della sua prima moglie, Ippolito è un adolescente casto e devoto ad Artemide: passa il tempo a cacciare, disdegnando Afrodite. Per vendicarsi, la dea dell'amore escogiterà un piano crudele, facendo innamorare di lui la matrigna Fedra, figlia di Minosse e seconda moglie di Teseo. La nutrice confida ad Ippolito la causa della disperazione di Fedra e il giovane, indignato, si scaglia, imprecando, contro la matrigna che si uccide, ma prepara la sua vendetta: in una lettera destinata a Teseo accusa il figliastro di averla violata. Una tragedia immortale sui sentimenti umani, l'amore, la vendetta.
Oreste
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Ad Argo, davanti alla reggia degli Atridi, Oreste ed Elettra, dopo aver ucciso la madre Clitemnestra, attendono la risoluzione del processo intentato contro di loro, mentre Oreste è colto da accessi di follia. I fratelli confidano tuttavia nell'appoggio e nell'aiuto di Menelao, giunto insieme ad Elena. In realtà le loro speranze sono mal riposte, poiché il re, debole e vile, non osa opporsi a Tindaro, padre di Clitemnestra. I due giovani vengono così condannati a morte, ma gli dei hanno in serbo altri programmi. La vicenda narrata da Euripide è una delle pi note della mitologia greca e qui si erge a paradigma universale del rapporto fra la giustizia umana e la giustizia divina.
Ifigenia in Aulide
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Nel dramma sublime di Euripide, la tensione tra dovere e desiderio si dipana con magniloquenza tra le pagine di "Ifigenia in Aulide", un'opera che si erge maestosa nel panorama della tragedia greca. Siamo trasportati nel cuore dell'epopea ellenica, dove la flotta di Agamennone si appresta a veleggiare verso Troia, ma un oscuro presagio si profila all'orizzonte: le divinità esigono infatti un sacrificio per consentire il viaggio. In un contesto di contrasti e conflitti interiori, il fiero comandante si trova di fronte a una scelta cruciale: sacrificare la propria figlia, l'innocente Ifigenia, o mettere a repentaglio il destino della sua impresa bellica. La giovane, vittima di un destino crudelmente intrecciato, si erge a simbolo della virt e dell'eroismo femminile, mentre il paradosso del sacrificio la conduce verso una questione esistenziale di straordinaria intensità.
Questo capolavoro tragico, intriso di emozione e riflessione, si rivela un'esperienza imperdibile per coloro che desiderano confrontarsi con la grandezza e la complessità della condizione umana.
Reso
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Decimo anno della guerra di Troia: una notte le sentinelle del campo troiano avvistano fuochi greci all'orizzonte. Enea decide allora di mandare un esploratore, Dolone, per capire cosa stia succedendo. Subito dopo, un pastore dà l'annuncio dell'arrivo di un esercito di Traci agli ordini del loro giovane re Reso, alleato della città assediata. Nel frattempo anche gli Achei mandano in missione due guerrieri, Odisseo e Diomede, che uccidono Dolone e penetrano nell'accampamento dei Traci, dove trucidano Reso nel sonno e rubano le sue preziose cavalle.
Tragedia attribuita ad Euripide, ma spesso considerata spuria, il Reso narra un celebre episodio già raccontato nel canto X dell'Iliade.
Baccanti
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A Tebe le donne impazziscono all'arrivo di Dioniso e la vita della città ne è sconvolta, al punto che il re dovrà prendere drastiche misure per reprimere il disordine, la follia e l'estasi. Ripensare alle Baccanti significa ripensare alla cultura dell'antica Grecia. Ma quale cultura? Quella della filosofia e della letteratura o quella della gente incolta? Euripide, intellettuale raffinato, rifiuta una visione elitaria del sapere, e crea una tragedia straordinaria, con risvolti profondamente conflittuali rispetto alla tradizione. C'è un dio, Dioniso, che inganna e vince ma senza esiti trionfalistici. E c'è un antagonista, Penteo, che viene beffato e fatto a pezzi dalla sua stessa madre: impulsi selvaggi, spettacolarità esasperata, e però anche pietà e sofferenza.
Ecuba
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Ecuba, dopo la distruzione di Troia, è prigioniera di Agamennone e in lei lo strazio per l'uccisione dei figli lascia spazio al desiderio di una feroce vendetta, compiuta con furia cieca e spietata. In questa tragedia inquietante e terribile, ambientata sulle spiagge del Chersoneso tra la flotta greca di ritorno da Troia, una sconvolgente violenza femminile sembra dominare la scena. È così che Euripide stabilisce il nesso tra giustizia, punizione e vendetta, forze inestricabilmente legate, e destinate a plasmare l'arte dei secoli a venire in ogni sua forma.
Eraclidi
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Eraclidi vede invece come protagonisti i discendenti di Eracle - già presente come personaggio in Alcesti -, perseguitati da Euristeo. Sconfitto e imprigionato, costui si riscatta alla fine con un discorso ricco di pathos che ribalta completamente il giudizio espresso sui personaggi nel corso del dramma, mettendo in guardia da ogni facile idealizzazione e da giudizi definitivi. Il dramma tratta in fin dei conti la vicenda non inusuale di un gruppo di supplici che ottiene giustizia e protezione da un sovrano, pur se ciò può costare la guerra al paese ospitante. Dato il periodo in cui probabilmente furono composti, Gli Eraclidi sembrano svolgere il tema propagandistico di Atene come luogo di protezione per deboli e oppressi, i cui cittadini sono pronti a essere solidali col loro re al fine di garantire a chiunque il rispetto delle sacre leggi dell'ospitalità.
Tutte le tragedie
Supplici - Ippolito - Eracle - Baccanti - Ecuba - Troiane - Ione - Medea - Alcesti - Fenicie - Elett
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Euripide visse in un periodo di profondi mutamenti politici e culturali, e questi eventi influenzarono profondamente la sua opera, rendendolo un acuto osservatore delle dinamiche sociali e umane. Noto per un approccio innovativo alla tragedia, Euripide si distingue per la profonda analisi psicologica dei personaggi e una maggiore attenzione alle emozioni e ai conflitti interiori. Sono spesso le figure femminili - di volta in volta complesse, fragili, forti - a prendere la scena nelle sue opere. Ecuba, Medea, Elena, tutte queste donne, a volte vittime a volte carnefici, danno voce ad esperienze che sfidano le convenzioni patriarcali del tempo. L'importanza di Euripide nel panorama della tragedia greca classica risiede nella sua capacità di sfidare le norme tradizionali e di introdurre elementi di innovazione stilistica e tematica. La sua abilità di intrecciare il mito con l'attualità e di porre domande sul destino, il libero arbitrio e la natura divina, lo ha reso un precursore della tragedia moderna, facendo sì che la sua influenza si estendesse ben oltre il periodo classico.
Questa antologia raccoglie tutte le diciotto opere giunte intere sino a noi, pi il Reso, recentemente considerato un dramma spurio. Nel volume: Supplici, Ippolito, Eracle, Baccanti, Ecuba, Troiane, Ione, Medea, Alcesti, Fenicie, Elettra, Oreste, Eraclidi, Ifigenia in Aulide, Ifigenia in Tauride, Andromaca, Elena, Ciclope.
Troiane
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Macerie, cadaveri, pianti e grida di dolore: Troia che brucia è l'emblema della caduta di un regno, come luogo archetipico della distruzione e del saccheggio. Con le Troiane Euripide presenta al pubblico lo spettacolo dei crimini di guerra e la deriva di una popolazione distrutta e impazzita. L'orrore è negli occhi delle vittime, nei loro corpi umiliati e spogliati delle loro identità, e attraverso una complessa costruzione di genere, il destino dei vinti prende forma in una sfilata di figure femminili che rappresentano altrettanti ruoli e altrettante esperienze travolte dalla spirale della violenza. Ecuba, Andromaca, Cassandra: una regina privata del trono, una vedova cui viene ucciso l'unico figlio, una figlia ritenuta da tutti pazza. Su ognuna di loro incombe il trauma della perdita e dello sradicamento: la partenza verso un altrove che significa schiavit e miseria.
Ciclope
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Nel Ciclope di Euripide, il ciclope Polifemo, orribile orco del racconto omerico, diventa un elegante gentiluomo di campagna, che con i suoi racconti e le sue avventure spassose coinvolge lo spettatore in mondi e realtà quasi fiabeschi.
E tuttavia la sua vicenda è fra le pi crudeli delle avventure affrontate da Odisseo. La storia dell'incontro con il gigante Polifemo, la morte dei compagni dell'eroe divorati dal mostro con una progressiva, disumana "selezione", l'audace e astuta impresa dell'accecamento rivivono sulla scena euripidea in quella sorta di "opera buffa" che è il dramma satiresco, un tipo di composizione unico nel suo genere e di cui il Ciclope è la sola, preziosa testimonianza pervenuta a noi per intero.
Medea
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Medea è una delle tragedie greche pi famose e rappresentate. Il dramma di un amore assoluto che si trasforma, per il tradimento di Giasone, in feroce odio e desiderio di vendetta. Una vendetta che coinvolgerà anche i figli che Medea ha avuto da Giasone. Al tempo stesso la "barbara" Medea però è una vittima: sa bene infatti che facendo l'infelicità di Giasone farà soprattutto la sua infelicità. Alla sua tensione emotiva si unisce, pur nella ferocia lucida, un'assoluta autonomia intellettuale, fino ad allora sconosciuta in una donna nel mondo greco.
Supplici
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Un gruppo di donne di Argo è riunito presso l'altare di Demetra a Eleusi: sono le disperate madri dei guerrieri argivi morti nel fallito assalto a Tebe. Vogliono supplicare gli ateniesi di aiutarle a ottenere sepoltura per i loro figli: i tebani, infatti, hanno negato la restituzione dei cadaveri e la guerra tra le due poleis diventa così inevitabile. Conclusa con la vittoria di Atene, la nuova guerra permette sì la restituzione dei cadaveri e un nuovo patto di amicizia tra i due popoli, ma ad un elevatissimo prezzo di sangue. Attraverso il mito delle Supplici, Euripide anima i temi pi peculiari della sua produzione letteraria: il lutto, il rapporto con la morte per coloro che restano, l'elogio – pur ambiguo – della democrazia ateniese e infine il ruolo degli dèi, del fato ma soprattutto degli uomini come motore della Storia.
Ione
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Con una coraggiosa alternanza fra i toni cupi della tragedia a quelli brillanti di una commedia, lo "Ione" mette in scena l'incontro della principessa ateniese Creusa con il figlio adolescente, da lei abbandonato alla nascita per tenere segreto lo stupro di cui è stata vittima. Autore della violenza è Apollo che ha salvato il bambino e lo ha fatto crescere nel suo santuario di Delfi, al riparo dal male. Il riconoscimento tra madre e figlio, voluto dalla provvidenza divina ma favorito dal caso, garantisce alla fine la felicità dei protagonisti, sebbene permangano su di loro ombre inquietanti. Con la sua drammaturgia qui Euripide dissacra il mito di fondazione di Atene e della stirpe ionica, dimostrandosi autore controcorrente per eccellenza nella sua epoca.
Eracle
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L'Eracle, tragedia intensa, scandita da clamorosi colpi di scena mette in risalto i tormenti dell'eroe per eccellenza. Risalito contro ogni speranza dall'Ade, il protagonista dapprima libera i propri famigliari dalla morte minacciata dal tiranno Lico, ma poi, impazzito per volontà di Era, uccide la moglie Megara e i tre figlioletti, finché viene tramortito dall'intervento di Atena. Rinsavito, desidera suicidarsi, ma poi è Teseo a soccorrerlo, pronto ad ospitarlo esule ad Atene. Contro l'indifferenza dimostratagli da Zeus e l'inesorabile persecuzione di Era, Eracle – ormai ridotto all'involucro di un uomo straziato – recupera i valori dell'umanità nell'affetto confermato del padre 'umano' Anfitrione e soprattutto nell'amicizia con Teseo, dietro la quale paiono baluginare sottesi risvolti politici.
Elettra
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L'Elettra di Euripide ripropone la storia della vendetta compiuta da Oreste contro la madre Clitennestra e l'amante di lei, Egisto, colpevoli di aver assassinato suo padre Agamennone. E però lo fa in una chiave innovativa fin dall'ambientazione: una modesta casetta nella zona di confine tra l'Argolide e la Laconia, dove abita il povero contadino al quale è stata fatta sposare Elettra, la sorella di Oreste, che attende ansiosamente il ritorno del fratello vendicatore. La vendetta si compirà, certo, ma il racconto spinge il pubblico ad approfondire la riflessione sui punti pi inquietanti della vicenda. Le storie e i personaggi del mondo eroico perdono la loro grandezza quando sono proiettati in una dimensione vicina, dove emergono le contraddizioni di un patrimonio etico superato da una società in evoluzione.