Mostri
Distinguere o non distinguere le vite dalle opere: il tormento dei fan
Part 1 of the Altrecose series
In un libro generato da un lungo pezzo pubblicato sulla Paris Review nel 2017, mentre
nasceva il movimento #MeToo, e subito diventato virale e discusso, Claire Dederer coinvolge i lettori nel chiedersi: come dobbiamo convivere, oggi, con le opere di artisti (ma anche artiste) «mostruosi»? Possiamo e dobbiamo ancora amare le opere di Hemingway, Allen, Polanski, Miles Davis, o Picasso?
I geni – che chiamiamo anche «mostri» di bravura – meritano un trattamento speciale? La responsabilità maschile è identica a quella femminile, e che cosa può far deragliare il giudizio quando l'artista è una donna, come nel caso di J.K. Rowling, o di Virginia Woolf? Dederer ammira con coinvolgimento certi film di Polanski ogni volta che li vede, ma non gli concede indulgenze o attenuanti sugli abusi: si può convivere con questa contraddizione? Sono tutte domande protagoniste di questi anni e di quelli che verranno, sui giornali e nei dibattiti in tv, ma anche negli uffici che frequentiamo ogni giorno, a cena con gli amici, e nelle nostre coscienze. Le risposte non sono mai nette, per Dederer, e proprio questo le rende delle risposte preziose e soddisfacenti. Illuminante, onesto e mai così attuale, Mostri è un libro scritto come una conversazione con chi legge, ricco di divagazioni interessanti, che aiuta a pensare e a discutere.
Traffic
La corsa ai clic e la trasformazione del giornalismo contemporaneo
Part 2 of the Altrecose series
Nei trent'anni di storia del giornalismo online è successo di tutto, ai giornali e a noi lettori, al modo in cui ci informiamo e siamo raggiunti dalle notizie e da tutto quello che esce dai nostri smartphone. Traffic racconta questi cambiamenti attraverso una storia vera, avvincente nella sua unicità e insieme modello degli sviluppi tuttora in corso.
Il racconto comincia a SoHo nei primi anni Duemila, dopo la bolla delle dot-com ma prima che Google, Apple e Facebook si impossessassero della scena.
È a New York che il gruppo di nichilisti guidato da Nick Denton a Gawker e lo staff pi spensierato di Jonah Peretti a BuzzFeed si dedicano agli esperimenti che creeranno la viralità su internet. È l'età dell'innocenza creativa del giornalismo online: la vecchia guardia dell'informazione è stata screditata dalla guerra in Iraq, il mondo digitale crede di poter diffondere la verità.
Dopotutto, non sono forse stati gli attivisti online a far eleggere Barack Obama?
Ben Smith, innovativo direttore diBuzzFeed News e oggi direttore del sito Semafor, descrive priorità e approcci rivoluzionari e racconta il grande flop del nostro tempo: internet, che avrebbe dovuto aiutare le forze progressiste a rendere il mondo pi libero ed equo, è diventata la forza motrice del populismo di destra – quello di Steve Bannon, di Andrew Breitbart e di Chris Poole, il creatore di 4chan. Una storia avvincente e illuminante, per sapere di pi su cosa sta succedendo e su come ci viene raccontato.
L'Africa non è un paese
Part 3 of the Altrecose series
A volte capita di sentir dire: «È scoppiata una guerra in Africa», oppure: «Mi piace la cucina africana», come potremmo dire che c'è stata una nevicata in Spagna o che siamo appassionati di cibo vietnamita. Pensando all'Africa, nelle menti di molti europei affiorano solo immagini stereotipate perché «per molto tempo, "Africa"», scrive l'autore, «è stato sinonimo di povertà, conflitto, corruzione, guerre civili e distese di arida terra rossa dove cresce soltanto miseria. [...] Un grande parco safari, dove leoni e tigri si aggirano liberi intorno alle case e gli africani trascorrono le giornate in trib di guerrieri che, seminudi, hanno in mano la lancia e vanno a caccia di selvaggina, oppure saltano su e gi al ritmo di un loro rituale in attesa del prossimo pacco di aiuti. Povertà o safari, e in mezzo niente». Ma l'Africa è molto altro, non è una cosa sola, e non è un paese: in questo libro Dipo Faloyin – cresciuto in Nigeria e che vive a Londra dove collabora con diverse testate internazionali – ci offre gli strumenti per conoscere meglio la realtà. Esaminando l'eredità coloniale delle nazioni del continente africano e muovendosi fra i temi pi vari – dalla vita urbana di Lagos alla rivalità su chi cucini il miglior riso jollof – Faloyin smonta sarcasticamente la superficialità dell'Occidente che tratta l'Africa senza tenere conto delle differenze – culturali, sociali, economiche – e delle singolari condizioni di ciascun paese.
Tra racconti storici e personali, Dipo Faloyin rimette in ordine dinamiche comuni e vicende particolari che,
alla fine della lettura, attenuano un po'
la nostra ignoranza.
Il desiderio di Dio
Chi non vorrebbe che esistesse?
Part 4 of the Altrecose series
David Baddiel sarebbe felicissimo se Dio esistesse, e ha passato un sacco di tempo a fantasticare su quanto sarebbe meglio sapere che in cielo c'è un papà supereroe in grado di scacciare la morte. Ma sfortunatamente non c'è: Dio non esiste. O almeno è la conclusione a cui è arrivato lui. Ed è proprio l'intensità con cui vogliamo credere che esista a provare la sua non esistenza: è un desiderio così forte che non possiamo che trasformarlo in realtà.
In questo breve saggio filosofico, Baddiel mette in mostra tutto il suo talento retorico e ironico e la sua capacità di mescolare aneddoti personali e ragionamenti. Dà da pensare in termini nuovi e straordinariamente brillanti sul pi antico dei dibattiti.
Leggere gli alberi
Una guida per capirli, dalle radici alle foglie
Part 5 of the Altrecose series
Immaginiamo di essere lontani da casa. Siamo in un bosco di conifere, o in una foresta pluviale. Crediamo di esserci persi, ma non lo siamo davvero. Ogni albero che incontriamo ci può parlare, se sappiamo ascoltarlo, e spiegarci dove siamo, e forse anche chi siamo davvero. Gli indizi non sono difficili da scovare, se abbiamo qualcuno di fianco capace di indicarci dove cercarli. E nessuno sa essere una guida migliore, pi erudita e allo stesso tempo pi familiare, di Tristan Gooley, lo «Sherlock Holmes del mondo naturale», come lo ha definito la Bbc. In Leggere gli alberi, Gooley – il cui metodo di «orientamento naturale» lo ha reso una celebrità nel mondo delle scienze del paesaggio – racconta un viaggio alla scoperta di rami, foglie, radici, spiegandoci princìpi semplici per riconoscere forme, motivi ricorrenti, segnali. Con la grazia di un naturalista d'altri tempi, capace di mescolare scienza e letteratura, prove empiriche e simboli, Gooley insegna un metodo per guardare gli alberi che ci circondano che non è soltanto una bussola per orientarsi in un bosco, ma una proposta di trattare diversamente una parte del nostro tempo e delle nostre attenzioni.
Ci siamo già visti?
Come ricordiamo e riconosciamo (o no) le facce, le persone e il mondo intero
Part 6 of the Altrecose series
Sadie Dingfelder fa la giornalista scientifica, è sposata e ha poco pi di quarant'anni quando scopre di essere una persona neurodivergente: è affetta da prosopagnosia o cecità alle facce (non riconosce le persone), stereocecità (non vede la profondità dello spazio), afantasia (non visualizza con immagini pensieri e ricordi) e da altre sindromi della memoria e del riconoscimento.
Dingfelder si rende conto che c'è qualcosa di peculiare nel modo in cui funziona il suo cervello quando un giorno si rende conto di aver litigato con uno sconosciuto al supermercato avendolo scambiato per suo marito. Ci siamo già visti? racconta il suo percorso di scoperta e di accettazione delle peculiarità del suo cervello, fatto di studio, di esami e di incontri con alcuni dei pi importanti scienziati che si occupano di queste cose: è un racconto autobiografico scorrevole e divertente, ma anche e soprattutto un saggio su come funzionano (o no) la percezione, la visione e la memoria. E su quanto sia difficile capire come percepiscono il mondo gli altri: nel mondo «c'è una quantità incredibile di neurodiversità nascosta. La vostra migliore amica, il vostro compagno, la vostra capa… la loro esperienza cosciente potrebbe essere completamente diversa dalla vostra, senza che nessuno di voi ne abbia la benché minima idea».
Niente mi aveva preparato
Un reportage da Gaza
Part 7 of the Altrecose series
Jean-Pierre Filiu conosce bene Gaza, territorio che ha visitato regolarmente dal 1980. Ha ottenuto di tornarci per trentadue giorni, tra il 19 dicembre 2024 e il 21 gennaio 2025, in circostanze molto diverse e drammatiche: per vedere un territorio e una popolazione cambiati e travolti dai bombardamenti israeliani seguiti alla strage terroristica di Hamas del 7 ottobre 2023. Per trentadue giorni ha osservato la distruzione dei luoghi e delle vite, ha parlato con le persone, ha preso appunti sugli impossibili adattamenti a una condizione di terrore e disperazione: e al suo ritorno li ha messi in ordine alternandoli al racconto della storia e del contesto che hanno preceduto questi anni. Il suo è un diario di viaggio, di un viaggio terribile, ma soprattutto un contributo a capire e a figurarsi cosa siano la vita delle persone e i luoghi protagonisti degli allarmi e dello scandalo di gran parte del mondo. Gli abitanti di Gaza, quelli ancora vivi, faticano e si arrangiano per trovare acqua pulita, per mangiare, per fuggire da un luogo all'altro, per avere cure mediche a volte inaccessibili, per conservare brandelli di dignità e sicurezza personale: il racconto di Filiu, limitato e insufficiente per sua stessa ammissione, è uno strumento di comprensione per chi, nel mondo che guarda Gaza, vive con apprensione e sconcerto le sue condizioni e vuole saperne di pi.
Part 8 of the Altrecose series
Le playlist sono diventate ancora di pi il sistema prevalente di ascolto della musica, ma lo sono diventate in un modo soprattutto preconfezionato, come nelle vecchie compilation, assai distante da quello inteso dal titolo di questo libro. Libro che ha opposte intenzioni, sovversive e spericolate: di essere uno strumento per chi voglia ascoltarle e goderle, le canzoni, e poi scegliersele, oltre che di essere una piacevole lettura. In una cosa è in effetti adeguato alle abitudini contemporanee, invece: lo si legge come scrollando una timeline, storia dopo storia, o anche saltando di link in link, o aprendo delle pagine a caso. Magari un giorno potremo cliccare su qualsiasi titolo su Spotify e ottenere ogni informazione su quella determinata canzone: e magari saranno anche troppe informazioni, e ne vorremo meno. Questo libro serve anche a questo, come il lavoro di ogni deejay: a proporre delle scelte. Oltre che a raccontare la musica di cui è fatta la vita non attraverso cronologie, epopee, genealogie, storie del rock ed enciclopedie di artisti, ma raccontando la cosa vera: le canzoni.
Per parlare di Israele
La storia di come si è arrivati fin qui
Part 9 of the Altrecose series
«Vi siete mai trovati a cena con qualcuno che comincia a parlare di Israele, e vorreste fuggire in un'altra stanza?» chiede Daniel Sokatch all'inizio del libro. Quando si parla di Israele e di Palestina, per alcuni è facile avere un'opinione immediata, mentre per molti è quasi impossibile affrontarne la complessità. Ma la ricerca di una sola sintesi facile è il modo pi sbagliato di conoscere, capire e giudicare quello che è successo e che sta succedendo. Sokatch, da anni alla guida del New Israel Fund, un'organizzazione dedicata all'uguaglianza per tutti gli abitanti di Israele, ebrei o arabi che siano, lo sa bene. La domanda che tutti gli fanno pi spesso è: «Puoi spiegarmi la questione di Israele in dieci minuti, o anche meno?» Questo libro è un tentativo di risposta che si prende il tempo necessario: racconta la storia di Israele e gli sviluppi dello scontro e della convivenza fra due popolazioni che si percepiscono – e nei fatti lo sono – entrambe vittime di avvenimenti storici pi grandi di loro. Sokatch cerca di far capire anche le crisi pi recenti attraverso il racconto di una storia di cui è sempre difficile collocare l'inizio, e poi degli sviluppi della seconda metà del Novecento e dell'inizio di questo millennio, che l'informazione internazionale ha spesso trascurato salvo trovarsi poi a dover indagare emergenze improvvise. La storia di Israele è ormai fatta di moltissimi passaggi e Sokatch spiega perché Israele e il conflitto israelo-palestinese ispirino emozioni così contrastanti, perché Israele attragga così tanti sentimenti e giudizi assoluti, spesso fanatici in opposte direzioni: mettendo in fila e in ordine le loro complessità, il lavoro di chi ha cercato delle soluzioni e quello di chi le ha demolite. Per parlare di Israele è una lezione di storia e di attualità avvincente da leggere malgrado i drammi che attraversa, e che aiuta a capire quello che succede, a discuterne, e a scegliere cosa proteggere e cosa criticare.
Cambiocampo
È iniziata un'altra epoca del tennis
Part 10 of the Altrecose series
Un giorno di settembre del 2022 Giri Nathan prende una decisione sbagliata. Ha passato dieci giorni afosi in tribuna stampa a guardare partite su partite degli US Open di tennis per poi scriverne tutta la sera, è sfinito, e così prende la metropolitana per Brooklyn prima del solito e va a vedersi un quarto di finale a casa, in tv. «E fu così che riuscii a perdermi la partita tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, e con lei la chance di intravedere un futuro straordinario. Guardai gli scambi iniziali in metro, in streaming sullo smartphone, sapendo dentro di me di aver fatto un grave sbaglio». Inizia con questo rimpianto il racconto della trasformazione del tennis di questi anni. Per pi di due decenni Federer, Nadal e Djokovic avevano dominato il tennis maschile, ed era difficile immaginare che cosa sarebbe successo quando si fossero ritirati, magari un futuro nuovo per tutti i tennisti che ne erano stati schiacciati. Invece, la scena se la sono presa due ventenni, spartendosi tutti gli Slam del 2024 e del 2025 e creando un nuovo tennis fatto del loro gioco, della loro rivalità e del loro essere opposti e complementari. Una nuova storia è iniziata e dopo quel giorno Nathan l'ha seguita tutta, partita per partita, mescolando i generi della telecronaca e del romanzo, in un racconto che fa venir voglia di cercare i video di quelle scene, di quegli scambi, di quelle vittorie e di quelle sconfitte. Descrivendo i caratteri dei comprimari e aggiungendo spiegazioni chiare di pratiche e consuetudini del grande tennis, illuminanti sia per i meno esperti che per gli appassionati.
La gente normale non va in giro armata
pensieri sul pacifismo, quando il tuo paese viene invaso
Part 11 of the Altrecose series
Artem Chapeye è uno scrittore e giornalista ucraino che si è sempre ritenuto pacifista e di sinistra. Ma il 24 febbraio 2022 è costretto a salire in fretta su una macchina di amici con la sua famiglia per scappare da Kyiv, dove sono iniziati i bombardamenti russi. E nei giorni successivi decide di arruolarsi per difendere il suo paese, malgrado le diffidenze che ha sempre avuto per i nazionalismi: perché è il suo paese, perché è stato attaccato, perché c'è una questione di libertà in ballo che riguarda tutti quanti. E non riesce a credere che alcuni intellettuali occidentali che sono sempre stati per lui un'ispirazione, e molte persone dei paesi europei, si sottraggano a questa difesa della libertà di tutti. Si tratta di poter guardare allo specchio se stessi e di guardare in faccia la propria moglie e i propri figli. "La gente normale non va in giro armata" è il racconto della vita quotidiana di un europeo costretto alla guerra in questi anni, ma anche una condivisione di riflessioni sulle contraddizioni del pacifismo, del patriottismo, e persino del femminismo vissuto da un uomo. Tutte cose che andranno affrontate quando la guerra sarà finita, dice Chapeye, ma a cui è bene cominciare a pensare da subito.
Leggere l'acqua
Una guida per conoscerla dalle gocce agli oceani
Part 12 of the Altrecose series
In "Leggere l'acqua", Tristan Gooley – fondatore del metodo di "orientamento naturale" che lo ha reso una garanzia di chiarezza nel racconto delle scienze del paesaggio – si dedica a fiumi, laghi, torrenti impetuosi di montagna, mari sconfinati, ma anche pozzanghere e gocce d'acqua, tutti accomunati dal loro simile elemento. "Leggere l'acqua", capirne la sostanza, riconoscerne i movimenti è non solo essenziale per chi deve affrontare le grandi traversate oceaniche o progettare dei ponti, ma anche affascinante e sorprendente per chi, come tutti noi, sotto la doccia o lungo fiumi cittadini si faccia venire delle curiosità. O per chi se le farà venire leggendo questo libro. Dagli uadi dell'Oman ai ghiacci dell'Artico, Gooley svela comportamenti liquidi e insegna metodi per trasformare ogni lettore in un esperto di onde, zampilli e cascate.