Il cielo sopra Palermo
Part of the fili e trame series
La Sicilia ha davvero la felicità di un mondo senza inverno? «Assorta nei suoi pensieri, Blandine è appoggiata al parapetto e fissa il mare scuro. A pi di sedici anni prima risale quel giorno del novembre 1881 […]. Solo sedici anni che le appaiono come una vita intera, un'eternità». Il momento della partenza riporta la protagonista al suo arrivo a Palermo, al punto d'inizio. Da qui si sviluppa il racconto del suo soggiorno palermitano con i genitori – mamma Cosima e il patrigno Richard Wagner –, le sorelle e il fratellino pi piccolo. Abbagliata dai colori autunnali della città, Blandine insieme al lettore si ritroverà a visitare i suoi giardini, i suoi Caffè, si perderà incautamente nel dedalo di vicoli del centro, farà amicizia con la giovane cantante Tina Scalia, si preparerà per i balli di Capodanno e Carnevale, curando i dettagli di abiti e acconciature, danzerà negli sfarzosi saloni dei palazzi pi prestigiosi, incontrerà contesse, conti, la nobiltà tutta e la nuova borghesia in ascesa con i suoi rampanti giovanotti pronti a mordere la vita e gli affari. Tutto questo sotto il cielo mutevole di una Palermo di fine Ottocento che accoglie con entusiasmo l'arrivo del Maestro che proprio qui lavorerà al suo ultimo capolavoro, il Parsifal.
Il respiro dell'Isola
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Angela, Adele, Amina. Tre donne le cui vite si intrecciano sulla stessa Isola. Andare e venire, partire e tornare, perdersi nel continente. Eppure il respiro costante dell'Isola alita sulle loro esistenze tanto da farle sentire d'un tratto, in un modo o nell'altro, isole esse stesse. Un vento che trascina con sé odori e sapori: origano, capperi e peperoncino condiscono quella che, pagina dopo pagina, può essere letta come una storia universale, un messaggio di speranza per chi valica i confini della (in)certezza muovendo verso mete imprevedibili e trovando, perché no, un briciolo di serenità dall'altra parte del mare o semplicemente facendo un giro attorno all'Isola in cui in fondo ha sempre abitato.
Donna che si leva la maschera
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Rimase seduta sulla poltrona a fissare il quadro sopra il camino. Un rettangolo lungo circa novanta centimetri e alto cinquanta. Era l'unica tela del suo bisnonno – Daniele Schmiedt – che aveva portato in giro per l'Europa. Ritraeva una giovane donna nuda distesa su una dormeuse. L'ambiente appariva ovattato. Tende di velluto scuro con lievi motivi floreali erano sullo sfondo. Il tendaggio, così ricco e pesante da sembrare un sipario, non era accostato e permetteva di scorgere uno spazio buio al di là della stanza. Un panno, un semplice drappo di stoffa, copriva a malapena i fianchi della donna lasciando intravedere il pube. In mano aveva una maschera bianca con le labbra di un rosso troppo sgargiante, le aperture degli occhi erano contornate di ciglia troppo spesse per apparire naturali. Donna che si leva la maschera, questo era il titolo del dipinto. Tutto si fece pi chiaro. Sofia aveva capito; doveva togliersi la maschera di mogliettina-casalinga; doveva alzarsi, lasciare la stanza foderata di velluto e affrontare, spoglia di tutti i suoi agi, il futuro che si nascondeva oltre il tendaggio.
Una meravigliosa primavera
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Palermo, 1939. Isabella è la secondogenita di casa Seymour e, sebbene l'amica Elena la schernisca, sa bene cosa vuole dalla vita: un buon matrimonio, dei figli, servire la Patria e il duce. Quando il fratello maggiore Giorgio torna a casa dall'Accademia militare di Torino fortemente cambiato e critico nei confronti del regime, Isabella non può fare a meno di attribuirne la colpa alla cattiva influenza dell'amico Matteo, giovane milanese arrivato al suo seguito. La conoscenza del ragazzo mette in discussione le sue convinzioni e i suoi piani, tra una festa e un bagno a Mondello, tra il profumo di una parmigiana e quello dell'oleandro in fiore. Ma la guerra presto irromperà nelle loro vite, lasciando poco spazio alle riflessioni: Giorgio e Matteo dovranno partire per il fronte e Isabella sarà costretta a prendere le redini della situazione per proteggere la sua famiglia. Tra aeroplani che cadono e vite che si incrociano, pistole che fumano e amori che sbocciano, tutti loro dovranno lottare, ognuno a suo modo, per rifiorire e ribaltare per sempre il senso di quel «Vincere! E vinceremo…».
Ninuzza
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Nina è una giovane ragazza palermitana, appartenente a una famiglia povera e numerosa, costretta a subire le difficoltà della guerra nella Sicilia degli anni Quaranta. Sono gli anni in cui la protagonista conoscerà l'amore, e insieme a questo affronterà scelte difficili, come l'abbandono della casa paterna e della terra natia per un mondo lontano e sconosciuto, con l'unico desiderio di riscattare la vita dei suoi cari e garantire un futuro ai propri figli. A queste pagine fa da sfondo una cultura votata alla dimensione familiare, caratterizzata da valori, credenze e talvolta superstizioni, che accompagnerà i protagonisti anche durante la difficile prova vissuta lontano da casa. Ninuzza è una figura femminile capace di muoversi con determinazione e forza all'interno di un mondo patriarcale e maschilista, che riuscirà a vincere anche i pregiudizi più radicati conquistando, con silente discrezione, l'indipendenza e il rispetto per sé e la propria famiglia. La sua storia racconta le speranze e le paure legate al viaggio, quello di svolta, di uomini e donne che, nonostante tutto, non si arrendono.
Con lo sguardo in su
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Josetta si è trasferita da poco a Palermo dalla Germania: il papà fa l'antiquario, e in Sicilia vede nuove opportunità di lavoro. Siamo nel periodo della Belle Époque, e sono molte le famiglie che, da tutta Europa, decidono di venire a vivere e lavorare su quest'isola colta, ricca, produttiva. Sisidda, invece, dal suo poverissimo quartiere non si è mai spostata se non per andare a servizio, proprio in casa della famiglia di antiquari, che abita una villa liberty immersa in un giardino rigoglioso. Un'amicizia, quella tra le due bambine, che nasce per caso e che porterà alla luce tante altre vite di loro coetanei: da quelli ricchi e privilegiati ai carusi, che si sfiniscono di lavoro e rischiano la vita nelle zolfare. Con il suo nuovo romanzo – scritto da un adulto con la voce dei bambini, una voce e, dunque, una scrittura che insieme alle protagoniste cresce pagina dopo pagina – l'autrice si immerge con grazia e delicatezza in un periodo storico affascinante costellato di luci e ombre, di cui recupera frammenti di vita, usanze, personaggi e luoghi noti o dimenticati, rivolgendosi tanto ai ragazzi quanto a un pubblico maturo. Dall'incontro di due realtà apparentemente inconciliabili nascono il rispetto, la conoscenza, il dialogo. In una parola, il diritto di ogni bambino di vivere "con lo sguardo in su".
Il sensale
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Plinio è un uomo di mezza età, vive con la moglie Lucia a Santa Venerina, ai piedi dell'Etna. A pochi anni dalla pensione, porta avanti con dignità la sua attività di sensale, un mestiere antico fatto di pazienza e perseveranza. Tra le tante case della zona affidate alla sua esperienza di mediatore immobiliare, c'è anche quella appartenuta alla famiglia di don Nino. La grande villa dal fascino decadente, disabitata da decenni, è in realtà la vera protagonista del racconto, ma non la sola. Intorno a essa, sono tanti i personaggi che contribuiscono a tessere la trama: i frequentatori del bar, le comari del paese, i clienti del sensale, il parroco. Nel mostrare ai possibili acquirenti la proprietà di don Nino, Plinio comincia a notare piccole, inspiegabili stranezze. Da qui gli eventi si susseguono nel tentativo di svelare la natura del mistero che ruota attorno alla villa. Sarà però la banalità di un episodio a innescare un meccanismo di malintesi e pettegolezzi, un vortice che gradualmente inghiottirà Plinio e la sua vita tranquilla di vecchio sensale.
Virità
femminile singolare-plurale
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Qual è la verità? Domanda sbagliata. La verità non è mai solo singolare, ma di certo è femminile. Così le protagoniste di questi venti racconti, stanche di essere spesso dimenticate o travisate, prendono la parola per narrare loro la storia e spiegare al lettore la propria versione dei fatti. Alcune abitano sull'Isola dai tempi del mito, altre sono partite per poi ritornare, altre ancora sono arrivate in epoche pi moderne, fino a giungere agli albori del Novecento. Sono dee, artiste, nobildonne, talvolta sante, ma anche rivoluzionarie, eretiche, scienziate. In una parola, donne. E non aspettano altro che essere ascoltate. Il volume – che è il risultato dell'intreccio di queste singole voci, scelte e filtrate dalla scrittura dell'autrice – diventa così plurale. Come la parola virità, femminile singolare-plurale.
Natività di un sospetto
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"È di pochi minuti fa la notizia della CNN: il famoso gallerista di origini siciliane Amedeo Alfonsetti è stato trovato morto nel privé di un esclusivo night club newyorkese". Facendo il giro del mondo, la notizia arriva a Catania, città natale di Amedeo, innescando una serie di reazioni che coinvolgeranno i suoi genitori, la sorella Ludovica, l'amico fraterno Stefano e, a cascata, tutte le persone a essi legate, in un modo o nell'altro. È proprio su queste relazioni e sui loro intrecci a partire da un fatto così nefasto che si concentra l'agile penna di Bruna Pandolfo, tratteggiando da un lato le indagini che, a fatica, si muovono tra l'Italia e gli Stati Uniti e dall'altro i caratteri e i comportamenti dei protagonisti che, a turno, mostrano al lettore la loro personale soggettiva della vicenda. Sullo sfondo, ma anch'essa sempre protagonista, la Sicilia, con i suoi luoghi, le sue peculiarità, le sue contraddizioni.
Trame del '27
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Il dottore Salvatore Costa ha preso la sua decisione: deve lasciare Genova. È per fuggire da quel maledetto e dispettoso Cupido che lo perseguita, condannandolo a una vita da reietto, che si ritrova quindi in Sicilia, a Sciacca. Qui proverà a dimenticare la sua condizione – una vera e propria maledizione – buttandosi anima e corpo nella sua professione di medico e lasciandosi coinvolgere, pur nella riservatezza che lo contraddistingue, dalle trame che si dipanano in questo 1927. Equivoci, tab, pregiudizi, farse tratteggiano in queste pagine – dense di ironia e leggerezza – vizi e virt di un luogo reso simbolo di tutta una terra e di tutto un periodo. Il paese diviene così un palcoscenico su cui si esibiscono i personaggi di una vera e propria commedia municipale, maschere e ruoli che accompagneranno il protagonista nella sua nuova vita.
Il tempo dei Senna
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Ayrton Senna: un nome, una leggenda. Ma qual è la storia dietro al campione? E quanto le scelte prese da genitori, nonni o chi prima di loro, hanno influito sul suo carattere? Questo romanzo, una storia vera rivelata da documenti originali trovati dall'autore, rende omaggio alle origini italiane del pilota. È un viaggio nel tempo che inizia alla fine dell'Ottocento e si conclude cento anni dopo, mentre il mondo sta assistendo all'epopea di Ayrton. Protagonista della storia è Giovanna Magro, la bisnonna, che da giovane prende la difficile decisione di lasciare la sua Siculiana alla volta del Brasile a bordo del piroscafo "Matteo Bruzzo", la temibile nave degli emigranti, lasciando i sogni e i primi amori per darsi un'altra possibilità. In un mondo che cambia volto in fretta, con la guerra fra contadini e latifondisti sullo sfondo, fra i ricordi del passato e la rievocazione di colori e paesaggi del paese d'origine, il lettore scoprirà i dubbi, le speranze e i valori della famiglia: tratti distintivi rinvenibili poi proprio nella personalità di Senna. Tutto ruota intorno a un'idea: «I Magro non credono al destino». Il destino esiste o lo creiamo noi? È possibile cambiarlo?
Il coraggio di Bradamante
e altre storie
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Ispirati al folklore siciliano e alle leggende tramandateci dallo scrittore ed etnologo Giuseppe Pitrè, i tredici racconti che compongono questa raccolta affrontano il tema della memoria, dell'amore familiare, della fede e della ricerca di sé. Prendendo spunto da una credenza, da una tradizione o da un'usanza, il reale e il fantastico si mescolano per dar vita a storie originali, dove uomini e spettri abitano lo stesso mondo, provano gli stessi sentimenti; dove paura e coraggio agiscono insieme per il superamento di una difficoltà dove la nostalgia non è una zavorra, ma una spinta verso il futuro.
Oggi è la mia festa
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Adele ha pi di cinquant'anni, è madre di due figli, vive a Cefal e oggi è la sua festa.
Intrecciando il proprio vissuto con le storie delle tante donne della sua vita, Adele racconta di sé, del suo essere figlia, sorella, nipote, moglie, mamma, amica. Sono legami che attraversano il tempo, che mutano modificandosi a vicenda nella danza della vita. Un ballo che gira attorno a un luogo: una casa che profuma di glicine. Uno scrigno, custode del suo passato e dimora del suo presente.
Bellini nella musica delle carrozze
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Gli affetti, la formazione artistica, gli amori, i viaggi, le amicizie e le opere del grande compositore siciliano dagli occhi azzurri. Un ritratto di Vincenzo Bellini che da Catania parte seguendo la musica del tempo delle carrozze che lo hanno accompagnato in lungo e in largo nell'Ottocento per i teatri dello Stivale e Oltralpe, fino al ritorno a casa di un'ultima carrozza da Parigi… Pagine che ricreano la poesia di una vita densa e profonda, facendo letteralmente muovere, nell'animazione dei disegni, ruote e cavalli su pentagrammi di note volte a ricordare Bellini come cantore di melodie lunghe, struggenti e immortali.