Enigma Russia
Comprendere L'anima Dell'orso
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Perché la Russia è da secoli ai margini dell'Occidente, non solo in termini geografici? Perché i russi, pur essendo inequivocabilmente europei per etnia, religione e civiltà, in quasi tutta la loro storia hanno subito (e spesso fatto subire) regimi autoritari di rara durezza? Perché i concetti di democrazia e libertà personali ancora oggi stentano a mettere radici nella mentalità dell'uomo della strada russo? Perché la Russia, per sopravvivere a sconvolgimenti storico-geopolitici che avrebbero portato alla scomparsa molte altre Nazioni e nazionalità, ha scelto di identificarsi nel concetto di Stato assoluto, uno Stato forte che ha sempre posto le proprie potenza e sicurezza al di sopra del benessere e della libertà? E quanto la religione cristiano ortodossa di origine bizantina, vera spiritualità "nascosta" della Russia, ha contribuito a plasmare un carattere nazionale unico al mondo?
Fabio Bozzo, laureato in Storia ed autore, tra gli altri, del saggio Ucraina in fiamme. Le radici di una crisi annunciata, in questo libro esplora l'identità nazionale russa e la mentalità statale del gigante orientale, fornendo una valida chiave di lettura per comprenderne gli enigmi del passato e le possibili evoluzioni del futuro.
La guerra oltre la notizia
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L'autrice, Ilenia Menale, avvalendosi del supporto di due grandi giornalisti ed ex inviati di guerra, Franco Di Mare e Toni Capuozzo, descrive le paure, le angosce, le sensazioni e le inquietudini di chi ha visto morire e ha temuto per la propria vita. I due giornalisti sostengono l'importanza di esternare i propri sentimenti come in un percorso terapeutico, attraverso la narrazione e il racconto, quasi come uno sfogo personale.
Franco Di Mare, giornalista Rai, da anni conduce Uno Mattina. È stato per lungo tempo inviato di guerra: Bosnia, Kosovo, Somalia ed Eritrea, solo per citare alcuni dei conflitti da lui seguiti. Tentando di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della guerra, racconta storie di violenza, paura e speranza vissute durante la sua vita da corrispondente.
Toni Capuozzo, giornalista Mediaset e conduttore dello storico programma televisivo Terra narra le vicende belliche e di guerriglia dell'America Latina dove era inviato per il giornale Lotta Continua.
Il volume si sofferma anche su alcune note della storia del giornalismo di guerra e presenta riferimenti biografici di alcuni storici inviati al fronte: William Howard Russell, Luigi Barzini, Ernest Hemingway, Indro Montanelli, Ryszard Kapuscinski e Tiziano Terzani.
La vera stria del tesoro della 4ª armata.
Il memoriale originale del generale Operti
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I tesori scomparsi hanno sempre affascinato e stuzzicato la curiosità degli esseri umani. Il destino della cassa della IV Armata italiana impegnata nel sud della Francia e in Italia occidentale nel settembre del 1943, appartiene a questa categoria di misteri. Stiamo parlando di un ammontare di denaro pari a circa 150 milioni di euro che in quelle tragiche giornate successive alla dichiarazione dell'armistizio dell'8 settembre, fu custodito dall'Intendente dell'Armata italiana il generale Operti che si fece carico di nasconderlo, proteggendolo dalle mire di fascisti, nazisti, delinquenti comuni che fecero di tutto per entrarne in possesso.
Abbiamo recuperato il memoriale originale del generale Operti che racconta appunto quella storia e finalmente ci permette di avere un quadro della situazione, di sapere dove siano finiti quei milioni di lire appartenenti allo Stato italiano; di conoscere i protagonisti di quella storia che per decenni ha scatenato polemiche, leggende metropolitane, ricostruzioni pi o meno fasulle, scandali, processi penali e amministrativi. Il libro racconta, attraverso le parole del generale Operti, le peripezie di quella cassa che solo in parte, nel maggio del '45, fu restituita alla Banca d'Italia, con un finale però imprevedibile che il memoriale di Operti finalmente oggi vi svela. Una storia appassionante, quasi un giallo che fornisce, tra l'altro, un affresco inedito del contesto resistenziale in essere nel Piemonte meridionale in quei mesi dal '43 al '45 durante la Guerra Civile.
L'affaire 8 Settembre
Savoia, la Via Del Disonore
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Dal 25 luglio, caduta di Mussolini, passando per il 3 settembre, data della firma dell'Armistizio di Cassibile, per arrivare all'8 settembre, quando il "segretissimo" documento fu ufficializzato al mondo dal proclama del Generale Eisenhower.
L'estate del 2023 segna l'80° anniversario della convulsa e indimenticabile "Estate degli inganni", quella del 1943. Una stagione che nel giro di neanche tre mesi segnò per sempre i destini del nostro Paese. Avrebbe potuto infatti rappresentare per noi italiani un momento di tripudio: il regime fascista era stato abbattuto e il governo Badoglio aveva completato il progetto per far uscire il nostro Paese da quella disastrosa guerra, rompendo l'alleanza con il feroce e sanguinario Terzo Reich. Invece, quell'estate è ricordata soprattutto per una vergognosa gestione del secondo evento, la proclamazione dell'armistizio appunto. Una gestione dissennata di una classe dirigente non all'altezza di quel momento storico.
Condizionati dalla paura di una reazione tedesca, ossessionati dall'idea di finire in prigionia o magari al muro come era successo ad altri Capi di Stato europei, la Corona, il Governo e i vertici militari scelsero la strada meno gloriosa: abbandonarono in assoluta clandestinità Roma e l'esercito nelle mani dei tedeschi, fuggendo al Sud per evitare l'arresto. Forse, anche, attraverso un patto scellerato con il nemico, ex alleato tedesco.
Guerre spaziali.
La Corsa Allo Spazio Dalla Guerra Fredda Alle Stazioni Spaziali E Oltre (1945-2022)
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Nel secolo scorso, durante la Guerra Fredda, la Corsa allo Spazio apparve agli occhi del grande pubblico come l'epica esplorazione di una frontiera immensa e sconosciuta. In realtà fu il campo di un duro scontro politico-militare, fra il Blocco Occidentale e quello Orientale, nel quale USA e URSS, pi che conquistare la Luna volevano prevalere l'uno sull'altro, per motivi ideologici, strategici ed economici, rafforzando la loro influenza sul piano geopolitico mondiale. Se accettiamo l'antica filosofia greca dei "cicli storici", rileggendo quanto accadde durante la Guerra Fredda e la Corsa allo Spazio degli anni '50 e '60 del secolo scorso, possiamo trovare le spiegazioni all'attuale ritorno ai Blocchi contrapposti, con Stati Uniti ed Europa da un lato, Russia, Cina e India, dall'altro. Queste nuove contrapposizioni però, oltre al pacifico ritorno della Corsa allo Spazio, hanno innescato la pericolosa ripresa della sua militarizzazione. Un "quadro" già visto in passato, che potrebbe celare il ritorno di un ciclo storico già sperimentato, dove da un lato l'umanità si accinge a esplorare pacificamente "nuovi strani mondi", mentre dall'altro rischia pericolosamente, ora pi che mai con l'invasione russa dell'Ucraina, e come accadde con la "crisi dei missili di Cuba", di scatenare una guerra di proporzioni devastanti.
600 giorni nel campo KZ Mittelbau-Dora. L'esperienza vissuta da Gianni Araldi internato militare e u
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Questo volume raccoglie il racconto di Gianni, sopravvissuto dal campo KZ Mittelbau-Dora, nei cui tunnel sotterranei venivano costruiti i missili V1 e V2. Lì Gianni visse il lavoro forzato, la fame, la tortura, vide la morte di tanti compagni, ma sperimentò anche la solidarietà fra commilitoni, l'amicizia fino al sacrificio personale per il bene dell'altro, la speranza comune di uscirne vivi. La cronaca è accompagnata da documenti originali trafugati dal Campo, a rischio della vita, e portati in Italia dopo la liberazione.
Quello che pi sorprende è che il racconto di ingiustizie subite, di azioni disumane di uomini contro altri uomini, non generano, in Gianni e in tanti suoi amici sopravvissuti, odio, intolleranza o desiderio di vendetta, ma al contrario fanno maturare un giudizio di valore sull'uomo e sul significato della vita, fino a giungere al perdono. Molte vittime hanno saputo perdonare ed il messaggio ai figli e nipoti è stato da loro riassunto nel motto "Perdonare e non dimenticare".
Storia del NOCS. Nucleo Operativo Centrale Sicurezza
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Il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) è una unitá speciale della Polizia di Stato italiana, dipendente dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Nato nel 1978, a seguito di un decreto del Ministro dell'Interno di allora, Francesco Cossiga, per contrastare il terrorismo in Italia, si è specializzato in operazioni ad alto rischio quali liberazione di ostaggi, cattura di pericolosi criminali o servizi di sicurezza e scorta per alte cariche dello Stato.
Il NOCS assurse alla ribalta della cronaca mondiale il 28 gennaio 1982, grazie alla brillante operazione con la quale liberò il generale James Lee Dozier, sequestrato dalle Brigate Rosse e detenuto a Padova. L'operazione, condotta dal giovane capitano Edoardo Perna, allora vicecomandante del NOCS, durò solo cinquanta secondi e senza sparare un colpo condusse alla liberazione dell'alto ufficiale statunitense già condannato a morte dai brigatisti.
Nella loro storia il NOCS ha arrestato 237 ricercati e liberato 325 ostaggi.
Per essere ammesso nell'unità, il richiedente deve avere almeno 4 anni di servizio nelle forze di polizia, avere meno di 28 anni e uno stato di servizio impeccabile. I candidati vengono valutati per la loro capacità di raggiungere un equilibrio ottimale tra le capacità tecniche di combattimento e l'attitudine a prendere decisioni critiche in una frazione di secondo.
Cefalonia 1941
Il Primo Lancio Di Guerra Dei Pracadutisti Italiani
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Un saggio scientifico che ricostruisce dettagliatamente il primo lancio di guerra eseguito dai Paracadutisti italiani nella Seconda Guerra Mondiale. Partendo dall'impiego delle aviotruppe nel primo anno di guerra, lo studio analizza la Campagna di Grecia ed il fallimento della guerra "parallela", sino ad arrivare al ricorso dei Paracadutisti italiani nel lancio di Cefalonia e nelle operazioni di sbarco sulle isole di Zante ed Itaca.
Gli autori, attraverso l'utilizzo di documentazione in parte inedita, ricostruiscono le vicende della 5ª Compagnia del II Battaglione Paracadutisti e del Comando di Battaglione e – focalizzando l'analisi sulle fasi di preparazione, di esecuzione e sull'utilizzo dei materiali, degli armamenti e dei mezzi di trasporto – esaminano gli errori commessi ed i potenziali ammaestramenti che potevano essere tratti da quella prima operazione con aviotruppe.
Navi al fronte – La Marina Italiana e la Grande Guerra
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Le date, i nomi, gli avvenimenti pi importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. …La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il pi fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare a seguito di naufragio.
Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.
Avanti Savoia
Vittorio EmanueleIII Da Principe a Re Soldato Nelle Memorie Del Suo Aiutante Di Campo Francesco Deg
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Il libro racconta la figura di Vittorio Emanuele da fine '800, quando giovane principe ereditario a Napoli, fu formato alla carriera militare e alla sua vita da Re d'Italia attraverso il racconto del suo giovane ufficiale d'ordinanza Francesco degli Azzoni Avogadro che gli fu sempre a fianco anche durante il primo decennio del '900, nelle varie visite ufficiali a Roma e all'estero fino ad arrivare alla 1ª guerra mondiale.
Nel corso del conflitto, attraverso il diario dell'aiutante di campo ed altre testimonianze viene messo in luce il ruolo del Sovrano durante i momenti difficili della guerra.
Non solo visite al fronte per Vittorio Emanuele III per essere vicino ai soldati in prima linea, ma anche gli incontri a Villa Italia con alte personalità civili e militari italiane ed alleate e momenti di vita familiare per il Re con la Regina Elena e i figli.