Les récits de la Riviera
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Il y a toujours une raison, Maresciallo Maggio!
by Francesco Zampa
Part 1 of the Les récits de la Riviera series
Le Maresciallo Maggio, commandant de la station de Viserba, opère sans préjugés et guidé par sa conscience dans toutes les situations.Dans ces trois récits, le personnage apparaît pour la première fois : dans le premier, il s'occupe du vol du portable d'une charmante dame ; dans le second, c'est à un cas beaucoup plus grave de racisme qu'il s'intéresse et dans le dernier, les vies perdues de deux jeunes gens croisent celle d'une belle dame infidèle.Rien n'est jamais comme il semble et il faut faire attention à ne pas porter des jugements faciles fondés sur de soi-disant preuves.Le personnage est une nouveauté en Italie o les héros de polars sont presque toujours des procureurs, des commissaires et des magistrats en tout genre, reléguant le maresciallo à des rôles de second plan si ce n'est à la caricature. Pour la première fois, il acquiert ici la stature du héros à part entière.Le personnage est également apparu dans les Giallo Mondadori avec le troisième récit, « Destinataire inconnu », une histoire de sexe et de drogue, et il a fait ses débuts en 2012 dans le polar Double homicide pour le Maresciallo Maggio, dont ce recueil est le préquel.Les récits de la Riviera:#1: Doppio Omicidio per il Maresciallo Maggio#2: C'è Sempre un Motivo, Maresciallo Maggio! (prequel)#3: Gioco Pericoloso, Maresciallo Maggio!#4: Affari Sporchi, Maresciallo Maggio"#5: L'EroeDe meme auteur:La Scelta (roman historique)Qualcuno che ti protegga (bildungsroman)Calciopoli ovvero l'Elogio dell'Inconsistenza (graphic-novel) Francesco Zampa (1964) lives and works in Middle Italy.Books, cinema, graphic novels.Self-publisher from 2012.Quando varcai per la prima volta la soglia di questa vecchia casa, così mi sembrava di primo acchitto, quasi uno stabile ex-Anas, con in mano il foglio di viaggio della mia prima destinazione, era notte fonda, ero stanchissimo (e così anche il piantone che mi aprì) perchéc'era voluto tutto il giorno da Bologna per smistare le nuove assegnazioni, e non ebbi molto tempo per apprezzare, o per iniziare a farlo, l'edificio nel quale ero appena stato accolto.A dire la verità, per un curioso gioco del destino, anche l'anno prima ci ero entrato quasi per caso, ma era stata una faccenda di pochi minuti, ero un turista qualsiasi e tutto pensavo meno che di lì a dodici mesi sarei tornato a vivere proprio lì. Il piantone, dicevo, e un paio di volontari assonnati ma ben disponibili, approntarono in quattro e quattr'otto una branda, e tirarono fuori un paio di lenzuola pulite. A quell'ora, altro non si poteva pretendere: mi piazzarono in mensa, buonanotte e arrivederci. L'indomani mattina ebbi finalmente il mio posto letto, un armadio, una scarpiera e un comodino. Mentre mi sistemavo, mi guardai intorno. Le pareti bianchi ingessate e semigrezze, e una piccola scrostatura che rivelava il rivestimento interno di cannette. Il pavimento in cotto con dossi ai lati e cunette al centro, quasi un viottolo di campagna. Alzai la testa, le volte arcuate. Battei un piede, il solaio tremava. E poi, le porte con specchio imperfette, le finestre in legno riverniciato da un po' e le persiane affaticate dall'erosione della salsedine. Era maggio, e di lì a qualche mese avrei apprezzato anche gli spifferi potenti che si insinuavano da spiragli insospettabili.Scesi al piano di sotto per le scale in pietra serena (o porfido, chissà) con la ringhiera in ferro battuto. Sfiorai il portoncino di ingresso il cui vetro satinato e lavorato doveva essere lo stesso da qualche decennio. Nei due uffici, le Olivetti Linea 98 e gli schedari avevano qualcosa di antico e romantico ma erano senza dubbio intrusi. Il secondo, quello del comandante, dava a levante ed era esattamente sotto la mia stanza. A proposito, credo che la vista sul mare fosse una cosa riservata a pochi anche tra i riminesi.Forse fu lì che mi accorsi che quello non era un semplice presidio, e non solo una splendida villetta adibita a caserma forse in maniera un po' fre
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Double Homicide pour le Maresciallo Maggio
by Francesco Zampa
Part 2 of the Les récits de la Riviera series
Une jeune fille blonde est trouvée égorgée dans la campagne derrière une célèbre discothèque de la zone de Rimini. A côté d'elle git son assassin, le crâne fracassé. C'est lui qui l'a tuée, mais par qui a-t-il été tué, lui ?Le Maresciallo Maggio, en garnison à Viserba, devra défier bien des lieux communs, et c'est son instinct qui l'amènera à découvrir des dessous impensables.Plus témoin que protagoniste, Maggio agit dans une Riviera ambiguë et dangereuse, se laissant toujours guider par sa conscience.« Rien n'est plus trompeur que l'évidence » prétend un adage et Maggio est bien d'accord. Le crime déchaîne l'imagination des médias qui cherchent à interpréter le désir du public de s'émouvoir facilement, plutôt que de remplir leur premier devoir, c'est-à-dire informer. Soumis à cette pression, les organes de justice se sentent poussés à agir pour montrer les résultats de leurs actions. Mais cette pression, tout à fait indue, provoque des conséquences indues.Le Maresciallo Maggio, méthodique et réfléchi, veut vaincre l'hypocrisie du monde accéléré dans lequel nous vivons, fait de conventions sociales très difficiles à entamer.Le personnage, déjà héros de trois récits, a débuté dans le n. 3061 (juillet 2012) des Giallo Mondadori, mais les lecteurs ont dû attendre ce roman pour connaître son nom.Il représente une nouveauté dans le panorama du polar italien, peuplé de magistrats et de policiers, o le rôle du gendarme est relégué au second plan si ce n'est à la caricature.Pour la première fois, on propose ici une version adulte du maresciallo, véritable personnage, dans l'intention de lui donner une dignité égale dans la grande fiction internationale (d'après les commentaires).Le Maresciallo Maggio est le héros de cinq livres dans la série « Les Récits de la Riviera »#1: Double Homicide pour le Maresciallo Maggio#2: Il y a toujours une raison, Maresciallo Maggio! (prequel)#3: Gioco Pericoloso, Maresciallo Maggio!#4: Affari Sporchi, Maresciallo Maggio"#5: L'EroeDu même auteur : La Scelta (roman historique) Francesco Zampa (1964) lives and works in Middle Italy.Books, cinema, graphic novels.Self-publisher from 2012.Quando varcai per la prima volta la soglia di questa vecchia casa, così mi sembrava di primo acchitto, quasi uno stabile ex-Anas, con in mano il foglio di viaggio della mia prima destinazione, era notte fonda, ero stanchissimo (e così anche il piantone che mi aprì) perchéc'era voluto tutto il giorno da Bologna per smistare le nuove assegnazioni, e non ebbi molto tempo per apprezzare, o per iniziare a farlo, l'edificio nel quale ero appena stato accolto.A dire la verità, per un curioso gioco del destino, anche l'anno prima ci ero entrato quasi per caso, ma era stata una faccenda di pochi minuti, ero un turista qualsiasi e tutto pensavo meno che di lì a dodici mesi sarei tornato a vivere proprio lì. Il piantone, dicevo, e un paio di volontari assonnati ma ben disponibili, approntarono in quattro e quattr'otto una branda, e tirarono fuori un paio di lenzuola pulite. A quell'ora, altro non si poteva pretendere: mi piazzarono in mensa, buonanotte e arrivederci. L'indomani mattina ebbi finalmente il mio posto letto, un armadio, una scarpiera e un comodino. Mentre mi sistemavo, mi guardai intorno. Le pareti bianchi ingessate e semigrezze, e una piccola scrostatura che rivelava il rivestimento interno di cannette. Il pavimento in cotto con dossi ai lati e cunette al centro, quasi un viottolo di campagna. Alzai la testa, le volte arcuate. Battei un piede, il solaio tremava. E poi, le porte con specchio imperfette, le finestre in legno riverniciato da un po' e le persiane affaticate dall'erosione della salsedine. Era maggio, e di lì a qualche mese avrei apprezzato anche gli spifferi potenti che si insinuavano da spiragli insospettabili.Scesi al piano di sotto per le scale in pietra serena (o porfido, chissà) con la ringhiera in ferro battuto. Sfiorai
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