Skip to main content
Books, videos, and music - all free from your public library!
LoginSign Up

Footer

Hoopla logo, Go to homepage
  • For Patrons
  • For Libraries (opens in new window)
  • For Vendors (opens in new window)
  • Facebook (opens in new window)
  • X (opens in new window)
  • Instagram (opens in new window)
  • YouTube (opens in new window)
  • TikTok (opens in new window)
  • LinkedIn (opens in new window)

Our Company

  • Our Story
  • Get Hoopla for your Library (opens in new window)
  • Get your content on hoopla (opens in new window)
  • Join our team (opens in new window)
  • Accessibility Statement

Our Content

  • Audiobooks
  • Ebooks
  • Movies
  • Television
  • Comics
  • BingePasses
  • Music
  • The Loop Blog

Help

  • Help Center
  • Submit Feedback
  • Facebook (opens in new window)
  • X (opens in new window)
  • Instagram (opens in new window)
  • YouTube (opens in new window)
  • TikTok (opens in new window)
  • LinkedIn (opens in new window)
  • Download on the App Store (opens in new window)
  • Get it on Google Play (opens in new window)
  • Available at Amazon Appstore (opens in new window)
© 2026 Midwest Tape, LLC. All rights reserved. Privacy Policy | Terms of Use
  • Hoopla logo
  • Browse
  • My Hoopla
  • Log In
  1. Navigate Home
  2. Ebooks
  3. Il mio solo tormento

EBOOK
Italiano

Il mio solo tormento

Abuhweish Rajab
(0)
sign up
Year
2022
Language
Italian
Publisher
Fandango Libri

About

Carta e matita erano vietate nel campo di concentramento fascista di El-Agheila, in Libia, nella Cirenaica sud-occidentale, sulla costa meridionale del Golfo della Sirte. I detenuti costretti a raggiungerlo percorrendo quattrocento chilometri a piedi nel calore estenuante del deserto erano donne e bambini, anziani e ragazzi. C'erano anche uomini valorosi, che avevano combattuto e resistito agli attacchi dell'aviazione, all'iprite, ai proiettili, alle bombe lanciate sui villaggi, alla mancanza d'acqua, ai pozzi soffocati col cemento, alla politica fascista di devastazione e sterminio. Fra loro c'era un poeta, Rajab Abuhweish che dietro il filo spinato, con sentinelle a ogni ingresso che sorvegliavano puntando le mitragliatrici, nella rovina e nella violenza, esiliato in patria, trincerato dietro la sua voce, compose a memoria un poema di trenta strofe e lo trasmise oralmente agli altri prigionieri, rafforzandone lo spirito di resistenza, come un'arma per sopravvivere, tracciando al contempo tutte le torture subite dal suo popolo. Un canto come ultimo rifugio, un canto per scampare alle sabbie, al fuoco, agli assalti dell'assurdo, alla morte. E quel verso che ritorna, come una preghiera e una maledizione: Il mio solo tormento. Il 16 settembre 1931, Omar al-Mukhtar – la guida del movimento di resistenza armata delle trib – era stato condannato da un tribunale fantoccio e impiccato pubblicamente nei pressi di Bengasi, le speranze di riconquistare la propria terra si erano estinte, e Rajab cantò con rabbia e angoscia il genocidio in Libia commesso dall'Italia fascista. Tra i prigionieri che ascoltarono c'era Ibrahim al-Ghomary, un uomo colto, che in seguito, sopravvissuto nel 1934 alla chiusura del campo di El-Agheila, trascrisse scrupolosamente il poema, giocando un ruolo fondamentale nella sua trasmissione.

Related Subjects

  • General
  • Poetry
  • Adult Nonfiction

Artists

Abuhweish RajabAuthor